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Gay & Bisex

Finalmente arrivò quell'estate - 3


di gregorlinsetto
05.02.2026    |    516    |    0 8.0
"- Scopalo - Cominciai a penetrarlo temendo di fargli male ma lui prese a gemere e a muoversi avanti ed indietro assecondando i miei movimenti..."
Due giorni dopo, circa le tre del pomeriggio, ero appisolata sul divano.
Silvia entrò in casa. Indossava un intimo molto sexy e tacchi. Era bellissima, statuaria.
Spalancai gli occhi per la sorpresa ma prima che riuscissi dire qualcosa, lei appoggiò un dito sulle mie labbra.
- Shhhhhhh… non dire nulla - bisbigliò.
Mi prese una mano e mi invitò ad alzarmi.
Il cuore mi bruciava nel petto.
La guardavo camminare poco più avanti a me. Era almeno una spanna più alta, un sedere meraviglioso appena appena coperto da un perizoma che, nei negozi di intimo, nemmeno vengono esposti.
Entrammo in casa sua.
Giulio con il suo ano cavernoso in bella vista era per terra a 4 zampe tra le gambe di un uomo che impiegai qualche secondo a riconoscere visto che era bendato: era il nostro anziano vicino.
Rimasi scioccata. Il cuore a mille.
Gli stava facendo un pompino.
Guardai Silvia interrogativa ma lei mi rassicurò bisbigliando.
- Come avrai capito, gli piacciono gli anziani - e sorrise.
Guardai.
Giulio leccava, succhiava, poi andava sotto a leccare i testicoli e poi ancora più sotto, fino al buchetto. Il vecchio lo accarezzava sulla testa mentre gemeva, lo accarezzava lungo la schiena e gli strizzava le natiche, gliele allargava, entrava e usciva dal suo ano come nulla fosse.
Dopo un tempo che mi sembrò infinto, Silvia mi lasciò la mano e cominciò a sfilarmi il pareo. Di nuovo la guardai e lei mi sorrise tranquilla.
Lo fece scivolare per terra e rimasi in bikini.
Ero zuppa e i capezzoli mi tiravano quasi a farmi male.
Vicino a lei mi vergognavo un po’ essendo io un po’ in carne ma presto capii che a nessuno interessava.
Silvia prese dal tavolo la cintura con il fallo, si piegò, mi fece infilare prima un piede e poi l’altro. Me la fece scivolare su lungo le gambe fino all’inguine. Me la strinse in vita. Guardai in basso: quel pene di gomma nero era incredibilmente enorme e pesante, Silvia si piegò e cominciò a leccarlo badando bene di lasciare tanta saliva.
Poi si alzò e mi bisbigliò ad un orecchio.
- Scopalo -
Mi avvicinai. Guardai Giulio succhiare avidamente il pene del vecchio.
Indirizzai il fallo verso il suo ano spalancato e senza che quasi me ne accorgessi quel coso enorme e pesante scomparì lì dentro.
- Scopalo -
Cominciai a penetrarlo temendo di fargli male ma lui prese a gemere e a muoversi avanti ed indietro assecondando i miei movimenti.
Silvia, le sue labbra vicino al mio orecchio, sussurrava.
- Non aver paura, vedi come sta godendo? Dai… scopalo… scopalo forte… -
MI feci trasportare dall’eccitazione.
Il fallo finto dilatava a dismisura in suo ano, non riuscivo credere che si potesse fare una cosa del genere. Sentii le mani di Silvia farsi largo nel mio bikini.
- Sei zuppa, Ely… sei zuppa anche tu -
- Sì… sì… anche io… -
Allungai una mano a cercare l’erezione di Giulio, la trovai da sotto, presi a masturbarlo forte e più lui gemeva, più lo scopavo e più lo masturbavo.
- Brava così… - sussurrava Silvia mentre mi massaggiava il seno e mi stuzzicava i capezzoli.
In quell’istante il vecchio emise un grugnito, prese la testa di Giulio tra le mani e gli spinse tutto il suo sesso in bocca con forza. Rimase rigido in quella posizione per dieci o forse venti secondi poi mollò la presa e lasciò cadere in suo corpo flaccido di lato sul divano.
Giulio spinse indietro il sedere a riprendersi il mio fallo di gomma e ricominciai a penetrarlo.
Poi presi la tesa di Silvia e me la spinsi sul seno invitandola a succhiarmi i capezzoli.
Dopo che Giulio mi venne in mano leccai lo sperma e baciai Siliva, le spinsi la mia lingua e lo sperma di suo marito in bocca e limonammo per un tempo che non saprei definire sotto gli occhi increduli del vecchio che ancora non aveva ben realizzato in quale gioco era stato coinvolto.
Ebbene sì, Giulio era quindi bisex con una particolare predilezione per gli anziani.
Silvia era bisex.
E forse ora lo ero un po’ anche io visto che ci leccammo e scopammo per tutto il pomeriggio davanti a quei due.
E mi piaceva da impazzire.
Fu l’orgasmo più violento della mia vita.
Tornata a casa andai in bagno e mi guardai allo specchio pensando di vergognarmi di me stessa. E invece no, mi vedevo nuda e bella, pensavo a quello che avevo appena fatto, a tutte queste novità in cui mi ero fatta coinvolgere, mi sorrisi e dissi a me stessa facendomi l’occhiolino: “Sei una porca…”.
Segue...
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